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Vanni Perpignani: un tranquillo giorno di sole
 

Vanni Perpignani: un tranquillo giorno di sole

  Ho conosciuto Vanni Perpignani grazie a un comune amico, quel Franco Gianelli, detto Grota, l'artista con cui iniziammo oramai cinque anni fa le rassegne delle mostre temporanee al CorsoGaribaldi82.Perpignani come l'amico Grota è predappiese, o meglio, vive e dipinge nella vicina frazione di Trivella. La cosa che maggiormente accomuna i due pittori di Predappio è l'uso abituale di colori vivaci e l'evidente ottimismo che entrambi esprimono tramite le loro tele e la loro arte.

Nell'arte di Perpignani la ripetitività del soggetto, pur ritratto sotto diverse angolazioni e sfaccettature, fa risuonare alle orecchie le composizioni dei musicisti che hanno creato le basi della musica iterativa o modale: Philip Glass, Steve Reich, ecc.Nei suoi quadri non compaiono persone, o automobili, o aerei, né altre forme di vita o meccaniche in movimento, per cui l'assenza di moto ci trasporta su un piano dimensionale atemporale e metafisico.

Perpignani ritrae ossessivamente i tetti di un suo paese immaginario, inondati di sole. E' molto probabile che si tratti dei tetti della stessa Predappio, assunta dall'artista come quintessenza della propria pace interiore.Quei tetti divengono in taluni casi un intrico fitto e indistricabile che ci porta alla mente le immagini di una certa iconografia sud americana. Ma volendo azzardare paralleli dal sapore assurdo si potrebbe avvicinare anche l'artista predappiese, per questa sua mania alla ripetitività, agli artisti delle avanguardie astratte, tranne che di astratto nell'arte di Perpignani non v'è nulla.

Si tratta di arte istintiva, popolare, ingenua, non colta, ma non per questo meno intellettuale o ricca di significati reconditi, che avvicina allora per certi versi l'artista predappiese ai maestri e capostipiti dell'arte naif.

Tutto è concreto, familiare, rassicurante, sia nel soggetto, che nella luce, che nei colori. L'occhio dell'osservatore ne resta appagato come del resto anche il suo spirito, tanto che, chi si pone di fronte all'immagine non se ne distaccherebbe più.Si viene catturati dal disegno dettagliato delle case sullo sfondo, quanto di quelle in primo piano. Il risultato globale è un insieme caratterizzato da una atmosfera calda e gioiosa che riporta alla mente una tiepida mattina d'estate.Perpignani fonda così uno stile proprio, peculiare e personale, arricchendo le sue opere di un suo atteggiamento espressivo-esistenziale, caratteristico e inimitabile.

Ne sono dimostrazione la semplificazione iterativa degli elementi che compongono le tele, unitamente alla festosità non naturalistica del colore e alla ripetizione del modello tipico di successo, quasi che fosse l'intero quadro a divenire la firma stessa dell'artista Vanni Perpignani.Se quanto abbiamo inteso non è altro che la rappresentazione del mondo interiore dell'artista di Predappio, allora siamo ben lieti di conoscerlo, in quanto siamo certi di trovarci al cospetto di un uomo maturo e ottimista, trasparente e tranquillo, che vive e rappresenta il proprio mondo come se si trovasse immerso in una serena giornata di sole.
 

Marco Viroli
gennaio 2009


RICCI-ROSANNA

             VANNI   PERPIGNANI
I tetti rossi degli agglomerati urbani sono il biglietto da visita della pittura di Vanni Perpignani. Il tema unico della mostra sono appunto i tetti. Tutta la composizione è realizzata con colori solari, pieni di luce, una specie di inno alla gioia del vivere. Nelle case, però,  c’è la totale assenza di persone, anche se le persiane delle finestre (alcune aperta, altre chiuse) fanno pensare che qualcuno abiti questi ambienti.  Di conseguenza le case acquistano anche altri significati, ossia di luoghi pieni di intimità, dove dolore e gioia restano chiusi fra le pareti. Al di là della componente emotiva, le opere di Perpignani dichiarano  cura di particolari, precisione compositiva e una gradevole e dolce sensazione di piccole gioie nascoste..
                Rosanna Ricci
 
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